22 Luglio 2016

Regolamento

1 – Premessa
Nel quadro generale delle attività promosse dal Corpo di Protezione Civile Alberto da Giussano, d’ora in poi chiamato “Organizzazione”, oltre ai settori specifici di protezione civile quali la Logistica, l’Antincendio, le attività Cinofile, quelle Idrogeologiche, la Meteorologia, ecc.. trova naturale collocazione anche la tutela dell’ambiente e la cultura al civile rispetto di tutto ciò che rappresenta pubblico patrimonio.
Gli associati devono presentare, quale loro peculiare connotazione, uno spiccato senso del sociale espresso attraverso il supporto e l’aiuto alla comunità intera, oltre ad una particolare sensibilità verso il comune patrimonio, compreso quello naturale. Devono altresì ispirare la loro opera al più discreto e disinteressato volontariato.
Ogni volontario di protezione civile deve sempre tener ben presente che il suo ruolo non è quello di sostituirsi alle forze dell’ordine e/o operare negli stessi ruoli, bensì quello di essere di supporto alle persone durante le emergenze e in occasione di grandi eventi. Di fondamentale importanza è il compito di prevenzione attraverso la capillare sensibilizzazione della cittadinanza, a partire dai più giovani.
La funzione del Volontario si caratterizza per la sua azione educativa, preventiva e socializzante.
Egli dovrà quindi fare leva, nello svolgimento della sua attività, soprattutto sulle sue doti personali, la statura morale, la paziente disponibilità, la gentilezza. Elementi tutti orientati alla cultura dell’educazione e a disarmare le ostilità.
L’efficacia dell’intervento del volontario della Protezione Civile è in diretta proporzione al rispetto, alla stima ed al prestigio che si sarà creato nello svolgimento della sua opera nel territorio.
E’ primo dovere del volontario essere disponibile a prestare il proprio aiuto a chiunque si trovi in difficoltà, nel limite delle proprie competenze e nel rispetto delle normative di protezione civile.

2 – Scopo del Regolamento Interno
Il Regolamento Interno è destinato:

  • a precisare lo Statuto, interpretandone e spiegandone l’applicazione;
  • a completare lo stesso attraverso norme e regole di dettaglio;
  • a specificare la missione della Protezione Civile e i suoi limiti;
  • a definire i diritti e i doveri dei volontari.

Il Regolamento e lo Statuto devono essere formalmente visionati e accettati dai soci al momento dell’iscrizione e al momento delle successive revisioni.
Ogni socio, dal momento della sua adesione, è tenuto, come da Statuto, ad osservare il Regolamento Interno senza la possibilità di contestazioni.
Il regolamento è oggetto di aggiornamenti a seguito dell’adeguamento alle normative interne ed esterne, con deliberazione del Consiglio Direttivo, il quale delega in via permanente l’Ufficio Risorse Umane a consegnare l’ultima revisione in vigore a tutti i volontari che devono firmare il foglio di avvenuta consegna.
Tutti i soci hanno la possibilità di far presente, per via gerarchica, al Consiglio Direttivo
eventuali correzioni e miglioramenti che ritenessero opportuni, avanzando eventuali proposte scritte.
Il Regolamento è esteso a tutta l’Organizzazione, comprese le eventuali Delegazioni che possono avere specifiche regole ad estensione del Regolamento Interno, deliberate dal Consiglio Direttivo.

3 – Destinatari del Regolamento Interno
Il Regolamento Interno è rivolto a tutti i Soci dell’Organizzazione, ad eccezione dei Soci non Operativi che sono comunque tenuti al rispetto del Regolamento Interno fatto salvo le parte inerenti all’operatività.

4 – Norme comportamentali
Il volontario è tenuto a tenere in ogni occasione un comportamento consono alla divisa che indossa, e nel rispetto dei servizi svolti.
Nel contatto con il pubblico, sia esso costituito da semplici cittadini che da autorità pubbliche o private, il volontario deve sempre osservare la regola del saluto, gentilezza, fermezza e disponibilità, al fine di conferire credibilità ed autorevolezza all’azione svolta durante il servizio.
In caso di reazioni ingiustificate da parte di terze parti, non governabili con pacifica razionalità, è preciso dovere del volontario interrompere immediatamente il contatto.
Il volontario non deve mai interferire durante i colloqui fra un suo superiore e le autorità pubbliche o private.
E’ fatto assoluto divieto al volontario di rilasciare dichiarazioni a mezzi di pubblica informazione, compito esclusivo del Presidente o suo delegato.
E’ fatto assoluto divieto al volontario di diffondere all’interno dell’Organizzazione notizie non fondate, non espressamente esplicitate dagli Organi dell’Organizzazione stessa, o comunque tali da generare confusione nell’attività associativa.
Né la tessera, né la divisa, né le auto di servizio esonerano dal rispetto di ogni legge o disposizione. L’utilizzo di tali strumenti per ostentare saccente potere personale, può comportare la sospensione o la radiazione dall’Organizzazione.

5 – Diritti e Doveri
Un aspirante volontario può essere iscritto presso l’Organizzazione solo dopo aver superato il Corso Base per operatori di protezione civile. Fino a quel momento l’aspirante volontario non fa parte dell’Organizzazione ma può solo essere ospitato alle riunioni associative e a ai corsi di formazione tenuti in aula.
Il volontario ha il dovere di osservare e rispettare tutte le normative impartite dall’Organizzazione attraverso lo Statuto, codesto Regolamento Interno e le varie prescrizioni, oltre alle normative emesse dagli Enti Superiori di protezione civile, quali Comune, Provincia, Regione e Dipartimento Nazionale.
Il Volontario all’atto dell’iscrizione ha l’obbligo di versare la quota associativa la cui cifra è deliberata annualmente dal Consiglio Direttivo.
Il Volontario diviene effettivo dopo almeno sei mesi di appartenenza all’Organizzazione, senza che siano emersi a suo carico elementi pregiudizievoli e ad insindacabile decisione del Consiglio Direttivo. Alla scadenza e se accettato, il volontario ha diritto di ricevere la divisa dell’Organizzazione con l’obbligo di versare una quota a titolo di rimborso spese (vedi paragrafo: “Divise”).
Il volontario operativo ha il diritto/dovere di partecipare ai servizi programmati dall’Organizzazione e prestare la propria opera al servizio della collettività nei tempi e nei modi definiti dall’Organizzazione ma limitatamente alle proprie competenze formalizzate attraverso il superamento dei corsi di formazione
.
Nel rispetto della normativa di protezione civile, eventuali attestati personali (lauree, diplomi, corsi aziendali, ecc.) NON sostituiscono in nessun caso gli attestati ottenuti con la formazione ricevuta attraverso l’Organizzazione o rilasciati dagli organi superiori della protezione civile.
Pertanto, è fatto assoluto divieto ai volontari di operare in attività e/o utilizzare attrezzature che richiedono il superamento di specifici corsi specialistici di formazione.
L’elenco di tali limitazioni è esposto ben visibile nelle bacheche delle sedi dell’Organizzazione.
E’ dovere del volontario comunicare all’Organizzazione e mantenere aggiornato il calendario delle proprie disponibilità H24. Il non rispetto del calendario comunicato, senza plausibile giustificazione, è motivo di sospensione dall’Organizzazione, valutata indiscutibilmente dal Consiglio Direttivo.
Il volontario ha il dovere di effettuare almeno uno al mese dei servizi che prevedono turistiche di routine indicate dalle convenzioni stipulate tra l’Organizzazione e gli Enti Esterni. La non osservanza di questa regola, senza plausibile giustificazione, è motivo di sospensione dall’Organizzazione, valutata indiscutibilmente dal Consiglio Direttivo.
Oltre a quanto indicato al precedente punto, il volontario ha la possibilità di non presenziare ad un massimo di tre servizi consecutivi programmati dall’Organizzazione; la non osservanza di questa regola, senza plausibile giustificazione, è motivo di sospensione dall’Organizzazione, valutata indiscutibilmente dal Consiglio Direttivo.
E’ diritto del volontario chiedere un periodo di pausa dall’operatività per cause personali. Per richieste di periodi particolarmente lunghi, è discrezione del Consiglio Direttivo decidere se ritirare il telefono e la divisa, riconsegnabili al volontario al suo rientro in operatività.
E’ fatto obbligo al volontario di partecipare attivamente ai piani formativi definiti dall’Organizzazione in modo tale accrescere le competenze consentendo la partecipazione del volontario stesso ai vari servizi, nonché consentendone la crescita professionale in Organizzazione.
L’efficienza dimostrata nelle attività dal volontario, costituisce titolo preferenziale per valutare eventuali incarichi e responsabilità.
I volontari operativi hanno diritto di copertura assicurativa RC e Infortuni a spese dell’Organizzazione. Ciascuna unità cinofila ha l’obbligo di accendere poliza assicurativa per danni a cose e a persone provocati dal cane di proprietà del conduttore. L’Organizzazione si impegna a rimborsare una percentuale del premio versato.
Quando il volontario cessa il proprio rapporto con l’Organizzazione ha l’obbligo di restituire tutto il materiale a lui consegnato contestualmente alle dimissioni.

6 – Posizione sanitaria
Ogni volontario per poter essere operativo deve obbligatoriamente consegnare all’Organizzazione il certificato medico di sana e robusta costituzione valido alla data, e mantenendolo aggiornato nel tempo.

7 – Tesseramento
Il tesseramento avviene attraverso il versamento della quota associativa. Si apre, la prima settimana di gennaio di ogni anno e si chiude la seconda settimana di febbraio dello stesso anno.
Non sarà consentito il rinnovo del tesseramento a quei soci che non abbiano dimostrato una fattiva collaborazione, a discrezione del Consiglio Direttivo. In ogni caso, il Presidente a seguito della Responsabilità Legale assegnata, può giungere alla indiscutibile decisione finale. Per i nuovi iscritti il tesseramento è da regolarizzare all’atto dell’iscrizione. I volontari che si iscrivono nel secondo semestre dell’anno sono tenuti al versamento del 50% della quota associativa dell’anno.
La quota associativa annua è stata fissata dal Consiglio Direttivo e non può essere maggiore del 50% di quella dell’anno precedente.
Il mancato rispetto dei termini del tesseramento implica la decadenza dalla qualifica di Socio, ad eccezione di casi particolari valutati a sola e insindacabile discrezione del Presidente. In ogni caso, il reintegro potrà avvenire solo se la Presidenza ne ravviserà validi e giustificati motivi di ritardo.
Non è consentito il rinnovo del tesseramento a quei soci che abbiano debiti verso l’associazione, qualunque sia l’entità dei debiti stessi (norma approvata dal Consiglio Direttivo in data 30 gennaio 2012 – verbale V001-12, punto 2.4)

8 – Suddivisione organizzativa
La suddivisione organizzativa è attuata in base ai tradizionali criteri della scala gerarchica onde consentire lo svolgimento dell’attività associativa con chiarezza e con la massima efficienza ed efficacia. E’ formalizzata dall’Organigramma disegnato dal Presidente, esposto ben visibile nelle bacheche delle sedi dell’Organizzazione.
L’affidamento degli incarichi è determinato dalle competenze e dai criteri di merito approvati dal Consiglio Direttivo e/o dal Presidente.
Le cariche dell’Organizzazione si suddividono in:

a)  Cariche Statutarie, originate dal voto dell’Assemblea. Appartengono a questo gruppo la carica di componente del Consiglio Direttivo, di componente del Collegio dei Revisori dei Conti e di componente del Collegio dei Garanti.
b)  Cariche propriamente organizzative, predisposte dal Consiglio Direttivo. Appartengono al questo gruppo la carica di Presidente, di Vice Presidente, di Tesoriere, di Capi Delegazione e delle Segreterie.
c)  Inoltre, a supporto dell’organizzazione, sono definiti dal Presidente il Responsabile Logistica (Responsabile Operativo) e il Responsabile della Sicurezza.


L’Assemblea

1  Il Presidente dell’Organizzazione presiede anche l’Assemblea; provvede a nominare un Segretario, con l’incarico di redigere il relativo verbale, il quale dovrà essere firmato dagli stessi e successivamente protocollato ed archiviato.
2  Ogni Socio ha diritto a delegare la sua presenza in Assemblea ad un altro Socio con diritto di voto. Ogni Socio può raccogliere un massimo di due deleghe.
3  In caso di votazione del Consiglio Direttivo, la procedura adottata per le votazioni in Assemblea Straordinaria è oggetto di specifica normativa esposta in bacheca di Sede assieme alla convocazione dell’Assemblea stessa.

Presidenza
Il Presidente ha la funzione di coordinare il lavoro di tutti i riporti diretti, come da Organigramma.
Il Presidente ha il compito di attuare tutte quelle iniziative che ritenga atte a rendere efficace l’attività associativa soprattutto nel territorio di competenza.
Il Presidente disegna e completa l’organigramma della propria Organizzazione nominando dei responsabili per i vari settori.

Il Presidente può conferire responsabilità delegate.
Ciò avverrà di volta in volta per iscritto specificando i compiti assegnati.  Copia di tali notifiche, oltre che all’interessato debbono pervenire anche al Consiglio Direttivo ed essere archiviate nella cartella personale del volontario che dovrà firmare la copia della notifica per accettazione dell’ incarico.

Il Vice Presidente in caso di assenza, di impedimento o cessazione del Presidente, svolge tutte le relative funzioni assumendosi in toto le responsabilità del Presidente.
Il Presidente rappresenta la figura primaria per la regolamentazione dei rapporti esterni, fattore importante anche per la salvaguardia dell’immagine dell’Organizzazione.
Il Presidente è il Rappresentante Legale dell’Organizzazione.
Ha poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione ivi compresi l’apertura di C/C e il conferimento di eventuali deleghe.
Il Presidente ha il potere ed il dovere di rappresentanza dell’Organizzazione.
Tutti i rapporti convenuti tra Enti pubblici e privati e l’Associazione e/o Delegazioni, devono essere formalizzati per lettera.
Al Presidente o suo Delegato compete la gestione dei contributi regionali con l’obbligo di rispettare tutte le circolari emesse in materia dagli organi centrali (Provincia e Regione), e quindi consegnarli all’Ufficio di Tesoreria dell’Associazione.
Le Squadre
In relazione al numero di volontari presenti in associazione, in Consiglio Direttivo deve deliberare un numero opportuno di squadre in cui tutti i volontari ad esclusione del Presidente, del Vice Presidente e di alcune cariche definite in Organigramma, trovano collocazione.
Ogni squadra è gestita da un Capo-Squadra, ed eventualmente da un Vice-Capo-Squadra, con compiti di informazione ai volontari della propria squadra circa servizi e direttive emanate dai superiori, di supervisione della loro condotta, della verifica della loro formazione, della garanzia dell’applicazione di quanto indicato dallo Statuto, dal Regolamento Interno e dalle altre normative, e con il compito di affiancamento per la crescita di ciascun volontario nelle proprie mansioni di protezione civile. Particolare attenzione deve essere posta verso la formazione per la sicurezza e per l’uso dei D.P.I.
I Capi-Squadra sono coordinate dal Vice-Presidente supportato da un membro del Consiglio Direttivo, indicato in Organigramma.
I Settori
Le strutture di cui l’Organizzazione dispone sono divise in Settori, per ciascuno dei quali il Presidente, coadiuvato dal Consiglio Direttivo, ne assegna un Responsabile. Elenco dei Settori: Attrezzature antincendio, Attrezzature idrogeologiche, Automezzi, Cucina, Elettrici, Formazione, Impianti, Informatica, Materiale Cinofilo, Meteorologia, Telecomunicazioni, Tende, Vestiario. Inoltre, in caso di costituzione di squadre specializzate il Presidente assegna rispettivi i Responsabili.
Le Delegazioni
Come da Statuto, l’Organizzazione può costituite Delegazioni che dipendono solo e soltanto dall’Organizzazione stessa e rispondono direttamente al Presidente.
Nell’ambito dell’Organizzazione si ravviserà l’esigenza di costituire una o più Delegazioni quando particolari condizioni ne rendano opportuna la costituzione. In particolare:
quando l’ottimizzazione della copertura del territorio richiede la costante presenza in sedi dislocate;
quando particolari gruppi specializzati operano prevalentemente in luoghi che diventano in via naturale sedi dislocate;
quando la configurazione fisica nella quale ha sede l’Organizzazione è tale per cui è opportuno, venga creata una delegazione di supporto;
per particolari esigenze della Presidenza.
L’unico Organo obbligatorio per la Delegazione è il Capo Delegazione che risponde solo e soltanto al Presidente.
Per consentire una sufficiente operatività, la Delegazione deve essere composta da un minimo di 5 componenti.
E’ fatto divieto assoluto alle Delegazioni di prendere accordi con Enti od Amministrazioni che impegnino l’Organizzazione nella sua interezza.
Il Capo Delegazione deve inviare resoconto della propria attività al Presidente con frequenza trimestrale.
Il Capo Delegazione non ha poteri disciplinari sui suoi subalterni ma può proporre al Consiglio Direttivo eventuali provvedimenti, accompagnati da motivazione scritta.
Il Capo Delegazione ha la facoltà di svolgere Servizi di carattere rappresentativo, solo su autorizzazione scritta del Presidente.
La nomina a Capo Delegazione è conferita dal Consiglio Direttivo.

9 – Servizi
E’ inteso “Servizio” ogni attività operata dall’Organizzazione: formazione, corsi, esercitazioni, lavori interni, riunioni, incontri istituzionali, attività di segreteria, monitoraggi, emergenze, ecc.
Per ogni servizio deve sempre essere definito un Capo Servizio che ha il compito di organizzazione e coordinare il servizio stesso. Il Capo Servizio ha inoltre la responsabilità della verifica della sicurezza dei volontari in servizio, del loro comportamento, nonchè dei mezzi e delle attrezzature impiegate per il servizio.
E’ quindi responsabile di garantire la sicurezza dei volontari in servizio: uso dei D.P.I. previsti, corretto uso di attrezzature e mezzi assegnati ai soli volontari abilitati, verifica della sicurezza degli scenari di intervento.
Per ogni servizio deve essere compilato un Ordine di Servizio in cui devono comparire date, orari e motivazione del servizio stesso nonché l’elenco dei volontari in servizio. Per ciascuno di essi deve essere riportata l’ora dell’entrata in servizio e l’ora dell’uscita dal servizio, entrambe firmate da ciascun volontario. Ciò a comprova della presenza temporale di ciascun volontario presso ciascun servizio.
L’Ordine di Servizio deve essere utilizzato anche riportare eventuali annotazioni circa il servizio stesso.
L’Ordine di Servizio deve sempre essere portato appresso dal Capo Servizio durante tutto il servizio e, al termine, consegnato in segreteria.

10 – Sicurezza e Formazione
La formazione è l’unico strumento per poter operare con efficienza, efficacia, competenza e in tutta sicurezza.
Premesso che la formazione è strutturata per argomenti, ogni volontario per essere abilitato ad operare per ciascuno specifico argomento deve avere partecipato e superato positivamente i relativi corsi teorici e pratici.
Esempio: – per operare con le motoseghe deve aver superato il corso motoseghe; – per operare in cucina deve avere superato il corso HACCP, ecc..
Ogni corso di formazione deve essere sempre seguito da un test onde verificare l’effettiva comprensione teorica e pratica di ciascun volontario circa l’argomento oggetto del corso.
Appositi documenti, esposti nelle sedi dell’Organizzazione, sono preposti ad elencare i volontari abilitati, caso per caso.
E’ compito del responsabile della Sicurezza verificare che tutte le attrezzature abbiano il rispettivo manuale d’uso, in cui siano sintetizzate le istruzioni d’uso, compresi i D.P.I. obbligatori e quanto serve per l’uso in piena sicurezza dell’attrezzo.
E’ assolutamente vietata ad ogni volontario qualsiasi pratica per la quale non ci sia evidenza della corrispondente reale formazione, così come definita dai Responsabili della Sicurezza e della Formazione.
In ambito di Sicurezza, indipendentemente dal tipo di intervento o servizio, è fatto obbligo a tutti i volontari l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). I Capi Servizio sono tenuti da Regolamento ad allontanare dal servizio coloro che non indossano i DPI previsti, assumendosene personalmente la responsabilità in casi di inosservanza.
Sono intesi DPI obbligatori in qualsiasi occasione le scarpe antinfortunistiche e quanto riportato sulle le istruzioni d’uso delle attrezzature. Inoltre, il Capo Servizio può disporre a seconda del tipo di servizio di aggiungere l’uso di altri DPI, “mai” di toglierne rispetto a quelli previsti.
E’ compito del responsabile della Sicurezza organizzare la formazione per tutti i Soci Operativi, nessuno escluso, per quanto concerne tutti gli aspetti legati alla sicurezza.

11 – Divise
La divisa viene consegnata al volontario dopo sei mesi dalla data di superamento del Corso Base, e SOLO SE il volontario ha rispettato i minimi servizi previsti dall’Organizzazione (vedi paragrafo “Diritti e Doveri”).
All’atto della consegna della divisa, composta da un paio di guanti da lavoro, caschetto, occhiali, polo, cappellino, pantaloni, giacca estiva e invernale, il volontario è tenuto a versare all’Organizzazione a titolo di contributo spese la cifra una tantum di 40€.
Per poter partecipare a qualsiasi servizio, i volontari sono tenuti ad equipaggiarsi autonomamente di scarpe antinfortunistiche.
E’ compito del Capo Servizio controllare ad inizio servizio che le divise siano corrispondenti in tutti i dettagli a quelle ufficiali previste dall’Organizzazione.
E’ fatto divieto assoluto apportare qualsivoglia modifica alle divise nel loro insieme, come in ogni particolare (simboli, fregi, distintivi, ecc.), salvo autorizzazione della Presidenza.
In relazione a modifiche dettate da Provincia, Regione e Dipartimento di Protezione Civile, le divise possono cambiare nel tempo in colori e fregi. E’ decisione del Presidente far convivere o meno differenti divise, bilanciando l’immagine del Gruppo con i costi dei rinnovi delle divise stesse.
La divisa conferisce ufficialità al volontario in servizio che per questo è tenuto a garantire un comportamento esemplare di fronte alla cittadinanza. Per esempio, fumare in servizio con la divisa indossata è consentito, ma solo appartati nei momenti di relax .

12 – Uso degli Automezzi
La conduzione di automezzi è subordinata alla firma da parte del volontario del modulo “autocertificazione guida mezzi”. In qualunque caso i mezzi possono essere condotti solo da volontari che hanno compiuto i 21 anni di età e che sono trascorsi tre anni dalla data di conseguimento della patente di guida.
Oltre a quanto sopra, l’Organizzazione autorizza i volontari a trainare appendici o carrelli solo se hanno conseguito la patente “E”, restringendo in tal senso i limiti di legge.
L’uso degli automezzi, dei cicli e motocicli deve sempre essere riportato sull’Ordine di Servizio, siglato dal Capo Servizio.
E’ responsabilità del Responsabile Automezzi e dei Responsabili Delegazioni mantenere i mezzi in perfetto stato d’uso e garantire la presenza di tutti i documenti previsti (tagliando assicurazione, libretto, revisioni, ecc.).
E’ compito di ciascun conducente riconsegnare i mezzi puliti e riforniti di carburante/carica elettrica, e di segnalare al Responsabile Automezzi o Responsabile Delegazione eventuali guasti od osservazioni.
E’ responsabilità del Capo Servizio accertarsi che l’automezzo, le attrezzature e quant’altro venga utilizzato per espletare un servizio siano prelevati in efficienza rilevandone eventuali difettosità, anomalie o danneggiamenti. In tal caso è suo preciso compito segnalarle tempestivamente agli Organi Superiori, NON utilizzando in nessun caso il mezzo o l’attrezzo stesso. In caso contrario, sarà chiamato a rispondere del difetto quando il prossimo Capo Servizio lo riscontrerà.
E’ responsabilità di ciascun conducente guidare nel rispetto del Codice della Strada. Eventuali sanzioni da infrazione sono SEMPRE e SOLO a carico del conducente stesso.
I volontari, secondo legge, sono obbligati alla guida con alcol ZERO, pena la sospensione immediata dalle attività operative per un mese e il divieto d’uso mezzi a motore per un anno.
Ciascun conducente è responsabile per gli eventuali danni provocati a persone o a cose a seguito di incauta e/o impropria guida dei mezzi, per la qual cosa potrà essere accollato al conducente il risarcimento dei danni, considerati i premi assicurativi accesi a favore e cautela di tutti i volontari.
Nessuno può effettuare personalizzazioni ai mezzi se non autorizzati per iscritto dal Presidente. In casi di inosservanza, chi ha in carico il mezzo ne risponde personalmente secondo quanto previsto dal Codice Civile e Penale in caso di sanzioni o incidenti.
E’ permesso l’uso dei lampeggianti solo a seguito di prescrizione scritta del Presidente. Diversamente il volontario può essere immediatamente allontanato dall’Associazione a discrezione indiscutibile del Presidente.
L’eventuale uso di mezzi privati deve sempre essere autorizzato dal Presidente e ad essi devono essere applicati i loghi dell’Organizzazione. Su tali mezzi privati devono essere applicati lampeggianti arancioni. Il loro uso è però ammesso solo a seguito di specifica autorizzazione del Presidente.

13 – Accessori e varie
Gli automezzi devono essere di colore bianco secondo la normativa dettata dall’Allegato B del D.D.G.G.R. 29 giugno 2000 n° 16644. In caso di altri colori, è possibile in via temporanea e previa autorizzazione del Presidente, l’applicazione di appositi marchi che identifichino inequivocabilmente l’uso del mezzo per un intervento di Protezione Civile. Ciò si applica anche all’occasionale uso di mezzi privati.
E’ invito ai volontari l’uso di zaino di pronta emergenza, contenente tutto l’occorrente.
Gli stivali in gomma di colore definito dal Consiglio Direttivo devono avere caratteristiche antinfortunistiche.
L’uso delle chiavi della Sede, dei depositi, dei mezzi, delle sedi periferiche, delle delegazioni, ecc, è normato da apposita disposizione, affissa in bacheca.

Sede: ogni Capo Squadra dovrà attivare i propri volontari (anche attraverso un calendario) per far sì che le sedi siano sempre pulite ed ordinate, prive di materiale appoggiato o sparso ovunque in disordine.